Hantavirus: quanto ci dobbiamo preoccupare?

nave bianca attraccata alla banchina, con numerosi operatori sanitari e portuali in tuta protettiva

Il recente caso di infezione da Hantavirus su una nave ha acceso l’attenzione su un virus raro ma grave. Il ceppo Andes, può trasmettersi da persona a persona. Non emergono, al momento, segnali preoccupanti di rischio epidemico. Cenni clinici sull’infezione

Hantavirus. Il recente caso della nave partita dall’Argentina: cosa è successo?

Negli ultimi giorni, l’attenzione mediatica si è concentrata su i casi di infezione da Hantavirus a bordo di una nave proveniente dall’Argentina.

Il sospetto è nato perché alcune regioni dell’Argentina sono endemiche per ceppi di Hantavirus, tra cui il ceppo Andes, uno dei pochi in grado — in casi eccezionali — di trasmettersi da persona a persona.

Cosa sappiamo:

  • Tre persone hanno perso la vita a bordo e 1 è ricoverata in gravi condizioni in sud- Africa.
  • Ci sono sospetti di trasmissione interumana a bordo.
  • Le autorità sanitarie hanno attivato protocolli di isolamento e tracciamento.
  • Non esistono attualmente segnali di rischio epidemico.
  • I 144 passeggeri a bordo della nave, sono stati fatti sbarcare in sicurezza, alle isole canarie e trasferiti nei paesi di origine dove verranno posti in quarantena.
  • Diversi passeggeri sono risultati positivi al test, ma asintomatici

Questo episodio ha riacceso l’attenzione su un virus poco conosciuto ma potenzialmente grave.

hantavirus

Hantavirus: Coinvolgimento respiratorio, rischio epidemico, diagnosi e terapia alla luce dei recenti eventi

Gli Hantavirus sono virus a RNA della famiglia Hantaviridae, trasmessi principalmente dai roditori selvatici attraverso aerosol di urine, feci o saliva contaminata. A seconda del ceppo virale e dell’area geografica, l’infezione può manifestarsi con due sindromi principali:

  • HFRS (Hemorrhagic Fever with Renal Syndrome) – Europa e Asia
  • HCPS/HPS (Hantavirus Cardiopulmonary Syndrome) – Americhe, con marcato coinvolgimento respiratorio

La forma cardiopolmonare (HCPS/HPS) è quella di maggiore interesse pneumologico per la sua elevata mortalità e per il quadro clinico simile a una ARDS fulminante.

1. Patogenesi e coinvolgimento respiratorio

L’Hantavirus provoca una vasculopatia capillare con aumento massivo della permeabilità endoteliale. Nel polmone questo determina:

  • edema polmonare non cardiogeno
  • infiltrati interstiziali e alveolari
  • compromissione degli scambi gassosi
  • evoluzione verso ARDS in 24–48 ore

Il quadro è simile a quello di altre forme di ARDS, ma con un pattern iperacuto e spesso associato a shock cardiogeno da miocardite virale.

2. Quadro clinico del coinvolgimento respiratorio

Fase prodromica (3–5 giorni)

  • febbre
  • mialgie
  • cefalea
  • sintomi simil‑influenzali
  • disturbi gastrointestinali

Fase cardiopolmonare (24–72 ore)

  • dispnea ingravescente
  • tachipnea
  • tosse secca
  • ipossiemia severa
  • edema polmonare acuto
  • ipotensione e shock

Fase di recupero

Nei sopravvissuti, miglioramento rapido della funzione respiratoria in 7–10 giorni.

3. Criteri diagnostici

A) Diagnosi clinica

Sospettare Hantavirus in caso di esposizione a roditori e successiva comparsa di:

  • febbre acuta
  • dispnea severa a rapida progressione
  • edema polmonare non cardiogeno
  • shock o ipotensione
  • provenienza da aree endemiche (come nel caso della nave argentina)

B) Diagnosi laboratoristica

  • PCR per Hantavirus su sangue è il gold standard per la diagnosi ma non facilmente disponibile
  • IgM/IgG specifiche
  • Emocromo: leucocitosi, trombocitopenia
  • Emogas: ipossiemia severa
  • Funzionalità epatica e renale alterate

C) Imaging

  • RX torace: infiltrati bilaterali diffusi
  • TC torace: ground‑glass, consolidamenti, edema interstiziale

D) Diagnosi differenziale

  • ARDS da altre cause
  • Influenza severa
  • COVID‑19
  • Leptospirosi
  • Polmonite batterica fulminante

4. Terapia

Non esiste una terapia antivirale specifica universalmente efficace. La gestione è intensiva e di supporto.

A) Supporto respiratorio

  • Ossigenoterapia ad alti flussi
  • Ventilazione non invasiva nei casi moderati
  • Ventilazione meccanica protettiva nei casi severi
  • PEEP moderata
  • Proning nei casi refrattari
  • ECMO veno‑venosa nei casi critici

B) Supporto emodinamico

  • Fluidi con cautela
  • Vasopressori (noradrenalina)
  • Monitoraggio continuo

C) Terapia antivirale

  • Ribavirina: utile nelle forme HFRS, beneficio meno chiaro nella forma cardiopolmonare

D) Terapia aggiuntiva

  • Corticosteroidi: non raccomandati routinariamente
  • Antibiotici solo se sospetta sovrainfezione
  • Profilassi tromboembolica

5. Hantavirus e rischio epidemico: quanto dobbiamo preoccuparci?

A) Può causare una pandemia?

La risposta breve è: poco probabile.

Gli Hantavirus non si trasmettono da persona a persona, ad eccezione del ceppo Andes. La trasmissione avviene quasi esclusivamente tramite:

  • aerosol di urine/feci di roditori
  • contatto diretto con roditori
  • ambienti rurali o silos infestati

Questo limiterebbe la capacità del virus di generare epidemie.

B) Il caso della nave argentina cambia qualcosa?

No, ma accende i riflettori su alcuni punti:

  • possono sempre verificarsi i casi importati
  • la diagnosi precoce è fondamentale per evitare la diffusione
  • la trasmissione interumana
  • attualmente non esistono segnali di diffusione sostenuta

C) Perché non dobbiamo sottovalutarlo

Pur non essendo un virus “pandemico”, l’Hantavirus:

  • ha una mortalità elevata (30–40% nella forma cardiopolmonare)
  • può causare ARDS fulminante
  • richiede gestione intensiva

6. Prevenzione

  • Riduzione esposizione a roditori
  • DPI in ambienti rurali o infestati
  • Disinfezione adeguata di aree contaminate
  • Educazione sanitaria nelle zone endemiche
  • Sorveglianza epidemiologica nei porti e nei trasporti internazionali

Conclusione

L’Hantavirus è un patogeno potenzialmente letale, capace di provocare un coinvolgimento respiratorio drammatico e rapido, simile a una ARDS fulminante. Tuttavia, il rischio di una epidemia su larga scala è basso, poiché la trasmissione interumana è bassa.

Il recente caso della nave proveniente dall’Argentina non rappresenta un rischio epidemico, ma ricorda l’importanza di:

  • sorveglianza sanitaria
  • diagnosi precoce
  • gestione intensiva dei casi severi

Fonti

A systematic review of the distribution and prevalence of viruses detected in the Peromyscus maniculatus species complex (Rodentia: Cricetidae). Finkbeiner A, Khatib A, Upham N, Sterner B. PLoS Pathog. 2025 Jun 10; 21(6): e1013125

Pathogenicity and virulence of Rodent-Borne Orthohantaviruses.  Taylor SL, Schmaljohn CS, Williams EP, Jonsson CB. Virulence. 2025 Dec; 16(1): 2553784

Dott. Giulio Maresca
Dott. Giulio Maresca

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