Febbre del Nilo Occidentale (West Nile Disease): cosa sapere?

zanzara Culex

La febbre del Nilo Occidentale causata dal virus WNV, trasmesso da zanzare Culex. Diffusa in vari continenti, è endemica in Italia dal 2008. Nel 2025 la Campania registra 18 casi confermati e 2 decessi. Il 30% ha sviluppato forme neuro-invasive, L’80% dei contagi è asintomatico. Non esiste cura né vaccino.

Introduzione

La febbre del Nilo Occidentale (West Nile Disease) è una malattia virale, trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex. Il virus responsabile, il West Nile Virus (WNV), appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda.

Come si Trasmette la Febbre de Nilo Occidentale?

Il virus si diffonde attraverso la puntura di zanzare che precedentemente hanno punto uccelli infetti, veri e propri serbatoi naturali. Non si trasmette da persona a persona. La trasmissione tramite trasfusioni, trapianti o da madre a feto è estremamente rara.

Qual'è la Diffusione Geografica della Febbre del Nilo Occidentale?

Presente in Africa, Asia occidentale, Europa, America e Australia.

In Italia, il virus della febbre del Nilo Occidentale è endemico in diverse regioni, con focolai annuali dal 2008. Nel 2025, sono stati segnalati casi in Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e altre regioni.

Febbre de Nilo Occidentale: i Sintomi e il Decorso Clinico

La febbre del Nilo Occidentale  è asintomatica nell’80% dei casi.

Nel 20% dei casi si manifesta con sintomi simil-influenzali quali febbre, mal di testa, nausea e vomito, dolori muscolari e articolari, eruzioni cutanee.

Nei casi più gravi (meno dell’1%), può evolvere in forme neuro-invasive come: encefalite, meningite, paralisi flaccida, coma fino alla morte

Come Fare Diagnosi di Febbre del Nilo Occidentale?

La diagnosi della Febbre del Nilo Occidentale si effettua tramite test sierologici (ELISA, immunofluorescenza) per rilevare anticorpi IgM e IgG. In alcuni casi si ricorre a PCR o coltura virale su sangue o liquido cerebrospinale. 

La Febbre del Nilo occidentale:esiste una terapia?

Non esiste una cura specifica.

Nei casi lievi: riposo, idratazione e farmaci sintomatici.

Nei casi gravi: ricovero ospedaliero con supporto respiratorio e somministrazione di fluidi intravenosi.

In cosa consiste la Prevenzione della Febbre del Nilo Occidentale?

Non esiste un vaccino umano contro il virus.

Le misure preventive includono:

  • Uso di repellenti cutanei,
  • Indossare abiti chiari e coprenti
  • Installare zanzariere
  • Evitare ristagni d’acqua
  • Limitare le attività all’aperto all’alba e al tramonto.

Diffusione della Febbre del Nilo Occidentale in Campania (al 29 luglio 2025)

La Campania è tra le regioni italiane più colpite dal virus West Nile nel 2025, con un incremento significativo dei casi rispetto agli anni precedenti.

Dati Epidemiologici in Campania

Casi confermati: 18 casi umani accertati, di cui:

    • 8 ricoverati in ospedale
    • 4 in terapia intensiva presso gli ospedali Cotugno di Napoli e Moscati di Aversa

Decessi: 2 vittime confermate

      • Un uomo di 80 anni di Maddaloni (Caserta), con patologie pregresse
      • Un uomo di 73 anni residente a Pomigliano d’Arco, deceduto il 25 luglio presso l’Ospedale del Mare

Forme Cliniche

  • Circa il 30% dei casi ha sviluppato forme neuro-invasive (encefalite, meningoencefalite)
  • I pazienti più colpiti presentavano comorbilità (diabete, miastenia, insufficienza renale)

Zone a Rischio in Campania

  • Focolai localizzati:
    • Baia Domizia (Casertano): epicentro del contagio, legato a soggiorni vacanzieri
    • Area vesuviana: casi segnalati a Pomigliano, San Sebastiano al Vesuvio, Ercolano
    • Foce del Sele e Persano (Salernitano): zone umide sotto sorveglianza

Sorveglianza Veterinaria

  • Virus rilevato anche in uccelli selvatici e rapaci (es. Forio d’Ischia)
  • Confermata la circolazione del lineage del virus

Misure di Prevenzione Attivate

  • Disinfestazioni larvicida e adulticida in comuni colpiti (Cellole, Sessa Aurunca, Maddaloni)
  • Controlli sulle sacche di sangue per prevenire trasmissione trasfusionale
  • Sorveglianza integrata umana e veterinaria coordinata dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno
Febbre del Nilo Occidentale: Focolai Attivi in Campania
Focolai Attivi in Campania

Conclusioni

La febbre del Nilo Occidentale è una malattia da non sottovalutare, soprattutto nei mesi estivi e nelle aree dove il virus è endemico. La prevenzione resta la strategia più efficace per proteggersi, in attesa di un vaccino disponibile per uso umano.

Fonti

Dott. Giulio Maresca
Dott. Giulio Maresca

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